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Una nuova opera al Museo e Tesoro del Duomo di Monza

01/03/2026

Una nuova opera al Museo e Tesoro del Duomo di Monza

Emilio Borsa racconta l’interno del Duomo e la figura dell’Alabardiere

C’è un momento, entrando nel Museo e Tesoro del Duomo di Monza, in cui lo sguardo si abitua alla luce, ai riflessi degli ori, al silenzio che custodisce secoli di storia. Da oggi, quel percorso si arricchisce di un’opera capace di dialogare con la memoria della città: Interno del Duomo di Monza, olio su tela realizzato da Emilio Borsa nel 1878.

Il dipinto, concesso in comodato dal collezionista Giuseppe Fontana alla Fondazione Gaiani, entra a far parte della collezione permanente e verrà collocato nella sezione dedicata al Corpo degli Alabardieri. Una scelta che non è soltanto curatoriale, ma profondamente identitaria: nel transetto sud della chiesa, quasi colto in un’apparizione discreta, si intravede infatti un alabardiere, figura che attraversa la storia religiosa e civile monzese da oltre tre secoli.

L’arte di Emilio Borsa e il Duomo come soggetto identitario

Emilio Borsa, nato a Milano nel 1857 e cresciuto tra Milano e Monza, appartiene a una stagione pittorica che ha fatto dell’interno del Duomo un tema ricorrente, quasi un laboratorio di luce e spiritualità. Figlio del ritrattista Paolo Borsa e nipote di Mosè Bianchi, si forma nel solco di una tradizione familiare attenta alla resa atmosferica e alla vibrazione cromatica. Dopo l’Accademia di Brera, sceglie Monza come luogo d’elezione, stabilendo il proprio studio a Ca’ Brusada, nel quartiere di San Biagio.

Il Duomo, con le sue navate, i marmi e le ombre mobili delle celebrazioni solenni, diventa per Borsa uno spazio narrativo. In questo dipinto del 1878 l’architettura non è mera scenografia, ma ambiente vivo, attraversato da presenze umane. L’alabardiere, quasi nascosto, è un dettaglio che assume valore simbolico: custode silenzioso di un luogo che conserva la Corona Ferrea e una stratificazione di memorie che risale all’età longobarda.

La nuova acquisizione dialoga idealmente con altre opere ottocentesche presenti in museo, tra cui un ritratto di alabardiere di Pompeo Mariani e un esemplare originale dell’uniforme del Corpo, identica a quella ancora oggi indossata durante le funzioni solenni.

Gli Alabardieri: una tradizione che attraversa i secoli

Il Corpo degli Alabardieri del Duomo di Monza rappresenta una delle istituzioni più singolari nel panorama ecclesiastico italiano. Insieme alla Guardia Svizzera pontificia, costituisce una delle rare realtà autorizzate a presenziare in armi durante le celebrazioni liturgiche solenni.

La loro esistenza è documentata ufficialmente dal 1763, quando Maria Teresa d’Austria autorizzò il confezionamento della divisa. Eppure la tradizione ne rivendica origini più antiche, talvolta fatte risalire alla regina Teodolinda. Con l’occupazione francese il servizio venne sospeso, per poi essere ripristinato nel 1807 dopo l’incoronazione di Napoleone, assumendo una forma organizzativa più strutturata.

Oggi il Corpo conta tra i diciotto e i venti membri, giovani volontari che, dopo un anno di preparazione, vengono ufficialmente arruolati alla vigilia della festa di San Giovanni Battista. La loro presenza accompagna le principali solennità dell’anno liturgico, dalla Domenica delle Palme al Natale, rinnovando un legame tra città, fede e tradizione.

L’inaugurazione della collocazione del dipinto è prevista per mercoledì 4 marzo alle 18.30, con ingresso libero. Domenica 8 marzo alle 11.00, Paolo Biscottini terrà la conferenza “L’Alabardiere del Duomo di Monza, La persona e l’immagine”, occasione per approfondire il valore storico e iconografico di questa figura.

Il Museo e Tesoro del Duomo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.