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Lombardia, 714mila euro per cinque progetti di agrobiodiversità

04/08/2026

Lombardia, 714mila euro per cinque progetti di agrobiodiversità

Regione Lombardia finanzia cinque progetti di ricerca dedicati alla conservazione e alla valorizzazione dell’agrobiodiversità, mettendo a disposizione un contributo complessivo di 714.475 euro. Il provvedimento, pubblicato il 3 agosto 2026 sul Bollettino Ufficiale regionale, rientra nell’intervento SRA16 del Complemento per lo Sviluppo Rurale della Politica agricola comune 2023-2027. Le iniziative saranno sviluppate dall’Università degli Studi di Milano e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e riguarderanno varietà vegetali, razze animali e microrganismi legati alle produzioni agroalimentari lombarde.

ALPICIOK recupera l’antico carciofo della Valle Camonica

Tra i progetti ammessi figura ALPICIOK, dedicato all’Articiok di Malegno, una varietà tradizionale di carciofo coltivata in Valle Camonica e oggi esposta al rischio di estinzione. La ricerca analizzerà il patrimonio genetico della pianta, le caratteristiche nutrizionali e le proprietà bioattive, valutandone anche le possibili applicazioni nel settore alimentare.

Il programma prevede la conservazione della varietà sia presso le aziende agricole del territorio sia nell’Orto Botanico di Brera, che svolgerà la funzione di banca del germoplasma. Lo studio potrà inoltre favorire la realizzazione di nuovi prodotti funzionali, collegando la tutela di una coltura locale alle opportunità offerte dall’innovazione alimentare.

COVALOCA tutela l’Oca di Lomellina

Il progetto COVALOCA, coordinato dall’Università degli Studi di Milano, si concentrerà sull’Oca di Lomellina, popolazione autoctona presente oggi con un numero ridotto di esemplari. I ricercatori effettueranno un censimento degli allevamenti, analizzeranno la variabilità genetica e valuteranno le caratteristiche produttive e qualitative degli animali.

Il lavoro comprenderà la definizione di linee guida per la gestione dei riproduttori, con l’obiettivo di limitare l’impoverimento genetico della popolazione. La ricerca esaminerà anche le possibilità di valorizzazione gastronomica e produttiva, offrendo agli allevatori strumenti utili per mantenere e sviluppare questa risorsa territoriale.

Castagni secolari e malattie fungine al centro di COMBICAST

Con COMBICAST, l’Università degli Studi di Milano studierà la biodiversità del castagno lombardo, specie rilevante sotto il profilo economico, paesaggistico e ambientale. Le piante sono minacciate da diverse fitopatie fungine, capaci di compromettere la produttività e la sopravvivenza degli esemplari più antichi.

Il progetto prevede la caratterizzazione genetica dei castagni secolari, il monitoraggio delle principali malattie e lo studio della qualità delle produzioni. Saranno organizzate anche attività formative rivolte a tecnici, imprese agricole e giovani ricercatori, con il coinvolgimento diretto delle aree lombarde nelle quali la castanicoltura conserva un peso significativo.

COCAMILO crea una collezione di microrganismi agroalimentari

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche coordinerà COCAMILO, progetto rivolto ai microrganismi di interesse agricolo e alimentare associati alle filiere lattiero-casearia, vitivinicola, frutticola e maidicola. Attraverso tecniche avanzate di sequenziamento genomico sarà realizzata una collezione di ceppi batterici e fitoplasmi presenti in Lombardia.

Il patrimonio raccolto potrà essere utilizzato da università, centri di ricerca e imprese per sviluppare starter autoctoni, sistemi biologici utili alle produzioni e soluzioni capaci di ridurre l’impiego di prodotti fitosanitari. La collezione diventerà così una base scientifica per nuove applicazioni orientate alla sostenibilità e alla qualità delle filiere regionali.

POLA studia i tacchini Brianzolo e Nero d’Italia

Il quinto progetto, denominato POLA, sarà dedicato alla conservazione delle razze di tacchino Brianzolo e Nero d’Italia. Le attività integreranno analisi genomiche, studi sul benessere animale e valutazioni delle caratteristiche produttive.

L’obiettivo è creare nuclei riproduttivi geneticamente diversificati e sostenere lo sviluppo di una filiera lombarda ad alto valore aggiunto. I risultati potranno contribuire alla definizione di futuri percorsi di riconoscimento della qualità e alla costruzione di nuove opportunità economiche per gli allevatori interessati al recupero delle razze autoctone.

Ricerca scientifica al servizio delle imprese agricole

L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha definito la biodiversità agricola una ricchezza costruita nel tempo dal lavoro degli agricoltori. Secondo l’assessore, la conservazione del patrimonio genetico regionale può fornire risposte alle difficoltà provocate dal cambiamento climatico, dalle malattie delle piante e dalle nuove esigenze competitive delle aziende.

I cinque progetti collegano quindi la salvaguardia delle risorse locali alla ricerca applicata, con interventi che potranno produrre conoscenze, strumenti tecnici e nuove prospettive commerciali. Il programma punta a mantenere disponibili varietà, razze e microrganismi che appartengono alla storia agricola lombarda, rendendoli utilizzabili anche nei processi produttivi futuri.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.