Lombardia, dall’IA all’intuizione artificiale: nuova legge in arrivo
09/06/2026
Regione Lombardia guarda oltre l’Intelligenza artificiale tradizionale e apre il confronto sull’Intuizione artificiale, una frontiera tecnologica capace di individuare anomalie, anticipare eventi rari e leggere relazioni complesse anche in contesti con pochi dati. Il tema è stato al centro del convegno “Intuizione artificiale e nuove prospettive per la ricerca”, organizzato da Ontonix srl in collaborazione con Regione Lombardia, Politecnico di Milano, Digital Innovation Hub Lombardia, Irccs Policlinico San Donato e Università di Pavia.
Una tecnologia per leggere scenari complessi
L’Intuizione artificiale viene presentata come un’evoluzione rispetto ai sistemi di Intelligenza artificiale basati sul classico apprendimento automatico. L’obiettivo è sviluppare algoritmi in grado di cogliere segnali deboli, interpretare anomalie e anticipare fenomeni difficili da prevedere, anche quando i dati disponibili sono limitati o frammentari.
Si tratta di un approccio che unisce capacità di calcolo e una forma di lettura “intuitiva” dei fenomeni, con possibili applicazioni in settori ad alta complessità. Tra gli ambiti indicati durante il confronto figura quello farmaceutico, dove la capacità di individuare relazioni non immediate e scenari poco frequenti può aprire nuove prospettive per ricerca, sviluppo e gestione dei rischi.
Il convegno ha offerto a istituzioni, università, mondo sanitario e sistema produttivo un’occasione per ragionare sulle ricadute di queste tecnologie e sul modo in cui potranno essere integrate nei processi decisionali, scientifici e industriali.
Fermi: “Serve una cornice normativa”
Durante i lavori è intervenuto l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, che ha richiamato l’importanza di mantenere aperto il confronto su un ambito in rapida evoluzione. Secondo l’assessore, occasioni di approfondimento come questa consentono di ragionare in anticipo sulle prospettive offerte dalle nuove tecnologie.
Fermi ha ricordato il percorso già avviato da Regione Lombardia sull’Intelligenza artificiale, sviluppato in oltre un anno e mezzo di incontri, tavoli tematici e confronti divisi per competenze e settori: Pubblica Amministrazione, scienze della vita, manifattura e altri ambiti strategici.
Da questo lavoro è nata una proposta di legge regionale, già approvata dalla Giunta e ora all’esame della Commissione. Il testo dovrebbe arrivare in Aula poco prima o subito dopo l’estate 2026. L’intento, ha spiegato Fermi, è definire una cornice normativa sufficientemente ampia per accompagnare la diffusione dell’IA, tenendo conto di un’evoluzione che non può essere prevista in modo rigido nei suoi effetti futuri.
PMI, Comuni e uso consapevole dell’IA
Uno degli obiettivi indicati da Regione Lombardia è favorire l’utilizzo positivo dell’Intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese, spesso più indietro rispetto alle grandi aziende che già impiegano questi strumenti in modo strutturato. La diffusione dell’IA viene vista come leva di competitività, innovazione e rafforzamento dei processi produttivi.
La stessa attenzione riguarda le Pubbliche Amministrazioni, in particolare i piccoli Comuni che ancora non utilizzano tecnologie di questo tipo. Per Regione Lombardia, l’adozione consapevole dell’IA nella PA può contribuire a migliorare servizi, organizzazione interna e capacità di risposta ai cittadini.
Nel percorso avviato dall’ente rientrano anche bandi specifici e risorse destinate ai territori, con l’obiettivo di trasformare il confronto istituzionale in strumenti concreti per imprese, amministrazioni e sistema della ricerca.
Il nodo etico e il rapporto con la scuola
Fermi ha richiamato anche la dimensione etica, con particolare riferimento alla formazione scolastica. L’Intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità, ma il suo utilizzo richiede attenzione, soprattutto quando può incidere sui percorsi educativi e sullo sviluppo delle capacità critiche degli studenti.
Per l’assessore, una norma da sola non basta: serve il coinvolgimento di tutti gli attori che ruotano intorno al mondo della scuola. Il rischio da evitare è un uso eccessivo degli strumenti digitali che finisca per limitare lo sviluppo dell’intelligenza umana, invece di sostenerla.
Il confronto sull’Intuizione artificiale si inserisce quindi in una strategia più ampia: accompagnare l’innovazione, costruire regole, sostenere territori e imprese, ma anche mantenere alta l’attenzione sugli effetti sociali, culturali ed educativi delle tecnologie. La Lombardia punta a muoversi dentro questo equilibrio, tra ricerca avanzata, applicazioni industriali e responsabilità pubblica.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to