Monza, adottata la variante al PGT: meno suolo e più servizi
24/09/2026
Il Consiglio comunale di Monza ha adottato la Variante generale al Piano di Governo del Territorio, dopo 20 sedute dedicate all’esame del documento. Il voto è arrivato nella seduta di lunedì 21 settembre 2026 e apre ora una nuova fase dell’iter amministrativo: gli atti saranno depositati e pubblicati sul BURL, seguiranno 30 giorni di pubblicazione e ulteriori 30 giorni per la presentazione delle osservazioni, oltre alle verifiche di Provincia di Monza e Brianza e Regione Lombardia. Il percorso era stato formalmente avviato nel 2023 e ha compreso redazione tecnica, partecipazione pubblica, Valutazione Ambientale Strategica e confronto con le parti sociali ed economiche.
Ridotte di circa 711mila metri quadrati le aree urbanizzate
Uno degli elementi principali della variante riguarda il contenimento del consumo di suolo. Secondo i dati diffusi dal Comune, il nuovo assetto riduce di circa 711mila metri quadrati le previsioni di aree urbanizzate, determinando un bilancio nel quale le superfici restituite a condizioni agricole o permeabili risultano superiori alle nuove superfici interessate dal consumo di suolo.
Il Piano prevede inoltre interventi di depavimentazione per circa 100mila metri quadrati. L’assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti ha indicato come impostazione generale il passaggio da un modello fondato sull’espansione urbana a uno maggiormente concentrato sulla trasformazione e sulla rigenerazione della città esistente.
Edilizia convenzionata fino al 40% nei nuovi interventi
La variante introduce anche nuove disposizioni sulle politiche abitative. Negli interventi residenziali superiori a 1.000 metri quadrati sono previste quote progressive di edilizia convenzionata comprese tra il 20% e il 40%, alle quali si aggiunge una quota destinata ai Servizi Abitativi Sociali. Il Piano individua inoltre nuovi ambiti per l’edilizia residenziale sociale e meccanismi attraverso i quali parte delle risorse generate dalle trasformazioni urbane potrà essere destinata alla riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico.
Cambia anche la dotazione di aree destinate a servizi. La proposta adottata prevede un incremento superiore a 1,6 milioni di metri quadrati, con una dotazione teorica che passa da 33,7 a 43,8 metri quadrati per abitante. Tra gli interventi individuati figurano la rete lungo il Villoresi, il Parco dello Sport di viale Stucchi, il collegamento ciclopedonale lungo la ferrovia e nuovi sistemi di mobilità attiva attorno al centro storico.
Rigenerazione delle aree dismesse e tutela delle attività produttive
Un altro capitolo riguarda le grandi aree dismesse e il mantenimento delle attività economiche presenti sul territorio. Per gli ambiti produttivi vengono introdotte regole legate soprattutto alle caratteristiche fisiche degli interventi, come copertura, altezza e permeabilità, mentre il Piano punta a disincentivare il passaggio degli immobili produttivi verso funzioni differenti.
La variante contiene inoltre una disciplina specifica per edifici e ambiti considerati di valore storico, identitario o testimoniale. In questi casi vengono previsti criteri orientati alla conservazione e al recupero, valutando la compatibilità delle trasformazioni con il contesto urbano e paesaggistico.
Le fermate della M5 entrano nella pianificazione urbana
Il prolungamento della linea M5 rappresenta un altro elemento inserito nella pianificazione. Le future fermate vengono considerate dal PGT anche come poli attorno ai quali organizzare trasformazioni urbanistiche e servizi, con particolare attenzione alle aree di Bettola, Campania e Monza Centrale e alle funzioni di interesse sovracomunale.
Il sindaco Paolo Pilotto ha indicato come obiettivo dell’amministrazione la ricerca di un equilibrio tra aree verdi, opere pubbliche, abitazioni, imprese e servizi, collegando lo sviluppo urbano alla transizione ecologica e alle esigenze della popolazione. Si tratta dell’impostazione espressa dall’amministrazione comunale nel comunicato che accompagna l’adozione della variante.
Ora deposito, osservazioni e verifiche istituzionali
L’adozione del 21 settembre non conclude il procedimento. La documentazione dovrà essere pubblicata e resa disponibile per la fase delle osservazioni, mentre Provincia e Regione saranno chiamate a svolgere le verifiche previste. La deliberazione consiliare n. 42 del 21 settembre comprende anche il Rapporto Ambientale, la Dichiarazione di Sintesi, lo Studio comunale di Gestione del Rischio Idraulico e il nuovo Piano di Classificazione Acustica.
Solo dopo il completamento delle fasi successive dell’iter e l’esame delle osservazioni la variante potrà arrivare all’approvazione definitiva. Nel frattempo, dalla fase di adozione trovano applicazione le misure di salvaguardia previste dalla normativa regionale per gli interventi edilizi eventualmente in contrasto con le nuove previsioni urbanistiche.
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