Spaccio in Brianza, tre misure cautelari e un arresto
20/07/2026
Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine su un’attività di spaccio che, secondo gli investigatori, sarebbe proseguita tra il 2022 e il 2024 in diversi comuni della Brianza. Un 37enne è stato posto agli arresti domiciliari, mentre per due residenti nella provincia di Monza è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’indagine partita da una denuncia
I provvedimenti sono stati eseguiti il 16 luglio dalla Squadra Mobile della Questura di Monza e della Brianza. L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato l’attività investigativa.
L’indagine era iniziata alla fine del 2024 dopo le dichiarazioni di un cittadino italiano con precedenti per reati riguardanti gli stupefacenti. L’uomo aveva riferito di essere stato minacciato e picchiato a causa di un debito di droga da persone per conto delle quali avrebbe svolto attività di spaccio.
Il suo racconto ha però presentato diverse incongruenze. Gli approfondimenti successivi avrebbero mostrato, secondo la ricostruzione della Polizia, che lo stesso denunciante era stabilmente coinvolto nella vendita di cocaina e sostanze sintetiche insieme alle persone indicate nelle sue dichiarazioni.
Le cessioni tra Monza e Vimercate
Gli accertamenti hanno coinvolto complessivamente cinque persone, di età compresa tra i 25 e i 43 anni. La Questura riferisce che tutti gli indagati risultano gravati da precedenti specifici.
Il gruppo avrebbe gestito per anni la distribuzione di cocaina, hashish, marijuana, ketamina e MDMA. Le cessioni al dettaglio ricostruite dagli investigatori sarebbero avvenute tra il 2022 e il 2024 in diversi punti della provincia.
Le principali aree interessate sono la zona Cederna di Monza, il parco Aldo Moro di Agrate Brianza e i territori comunali di Concorezzo e Vimercate. In alcune circostanze le sostanze sarebbero state consegnate direttamente nelle abitazioni o nei luoghi di lavoro degli acquirenti.
Il 37enne residente in provincia di Sondrio e destinatario degli arresti domiciliari viene indicato dagli investigatori come il principale fornitore delle differenti tipologie di droga successivamente distribuite nella Brianza.
Il denunciante indagato per calunnia
Tre dei cinque indagati sono stati raggiunti dall’ordinanza cautelare. Il cittadino dalle cui dichiarazioni era partita l’inchiesta non è stato sottoposto a misure, ma dovrà rispondere dell’ipotesi di calunnia.
Secondo gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile, le accuse inizialmente formulate dall’uomo sarebbero servite a nascondere la sua reale posizione all’interno del presunto sistema di spaccio. Le dichiarazioni avrebbero avuto l’obiettivo di dissimulare un debito maturato durante l’acquisto delle sostanze e la difficoltà di restituire il denaro.
Le verifiche sulle sue affermazioni hanno quindi portato gli investigatori a esaminare i contatti, i rapporti economici e le attività delle persone coinvolte, facendo emergere un quadro differente rispetto a quello descritto nella prima denuncia.
Resistenza durante l’esecuzione della misura
La Squadra Mobile ha rintracciato il 37enne in un Comune della provincia di Sondrio per eseguire la misura degli arresti domiciliari. Durante l’intervento l’uomo avrebbe opposto una violenta resistenza, causando a un agente una lesione a una mano.
Per questo episodio è stato arrestato in flagranza con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La nuova contestazione si aggiunge ai reati in materia di stupefacenti per i quali era già stato emesso il provvedimento cautelare.
Le misure adottate intervengono nella fase delle indagini e non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità. Le accuse formulate nei confronti delle persone coinvolte dovranno essere verificate durante le successive fasi del procedimento giudiziario.
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