Truffe ad anziane a Monza, due arresti in poche ore
12/06/2026
Due cittadini italiani, un 45enne e un 35enne, sono stati arrestati l’8 giugno dalle Squadre mobili delle Questure di Milano e di Monza e Brianza per due episodi distinti avvenuti tra Monza e Villasanta ai danni di anziane donne, raggirate con la tecnica del falso appartenente alle forze dell’ordine.
Il primo intervento dopo il pedinamento da via Arosio
Le indagini si inseriscono nei servizi intensificati nelle ultime settimane per contrastare le truffe agli anziani nei territori di Milano, Monza e Brianza. Proprio durante uno di questi controlli, nella tarda mattinata di lunedì 8 giugno, personale della Squadra mobile di Milano ha notato nei pressi dei giardini di via Arosio, a Monza, un uomo in evidente stato di nervosismo, intento a controllare ripetutamente il telefono cellulare.
Dopo aver ricevuto una chiamata, il soggetto è salito su un taxi ed è stato seguito fino a via Mentana. Da lì si è incamminato parlando al telefono e ha raggiunto uno stabile di via Bracco, dove è entrato dopo avere citofonato. Pochi minuti più tardi è uscito in fretta dal condominio ed è stato bloccato dagli agenti appostati.
Nel corso del controllo, all’interno di una borsa, sono stati trovati oro, preziosi e 660 euro. L’uomo non avrebbe fornito giustificazioni sul possesso dei beni. Gli agenti hanno quindi individuato al secondo piano dello stabile una donna in evidente stato di agitazione, non udente e con apparecchio acustico, che ha confermato di avere appena consegnato tutti i propri oggetti preziosi a uno sconosciuto.
La telefonata del falso maresciallo e i gioielli sottratti
Secondo quanto riferito dalla vittima, poco prima era stata contattata al telefono da un sedicente maresciallo dei Carabinieri, sia sull’utenza fissa sia sul cellulare. L’uomo le avrebbe raccontato di una rapina in una gioielleria di Monza e l’avrebbe convinta a preparare oro, gioielli e contanti presenti in casa per evitare presunte responsabilità penali.
Alla donna sarebbe stato detto che un collega sarebbe salito nell’abitazione per verificare la legittima provenienza dei beni. Dopo pochi minuti, al citofono si è presentato un uomo qualificatosi come appartenente all’Arma. Mentre la vittima era impegnata in un’altra telefonata con il complice, il soggetto avrebbe approfittato della distrazione per sottrarre un sacchetto con sette anelli in oro, collane, orologi, perle, spille, medaglie e un braccialetto con rubini.
Il valore complessivo dei beni recuperati è stato stimato in circa 20mila euro. Al termine degli accertamenti, sentito il pubblico ministero di turno della Procura di Monza, il 35enne, residente in provincia di Napoli, è stato arrestato per truffa.
Secondo caso a Villasanta: gioielli presi in camera da letto
Nelle stesse ore, la Squadra mobile della Questura di Monza e Brianza stava monitorando un altro soggetto sospetto sempre nella zona di via Arosio. L’uomo è stato osservato mentre entrava e usciva più volte dalla stazione ferroviaria di Monza, mantenendo continue conversazioni telefoniche.
Dopo oltre tre ore di appostamento, intorno alle 14, è salito a bordo di un taxi diretto a Villasanta. Gli agenti lo hanno seguito fino a via Fratelli Bandiera; da lì l’uomo si è spostato in via Manin, dove è entrato in uno stabile dopo aver citofonato. Pochi minuti dopo è uscito ed è stato fermato.
Durante la perquisizione personale sono stati trovati 110 euro, cinque collanine d’oro, sette anelli, cinque orecchini e due ciondoli, tutti in oro, per un valore complessivo di diverse migliaia di euro. L’uomo avrebbe ammesso di essersi appena recato in un’abitazione per ritirare preziosi per conto di complici che avevano raggirato telefonicamente la vittima.
La donna, 78 anni, ha raccontato di essere stata contattata per oltre un’ora da sedicenti appartenenti all’Arma dei Carabinieri e convinta a consegnare i propri beni a un falso funzionario del Tribunale. Intimorita, avrebbe fornito le indicazioni per raggiungere casa; l’uomo, una volta entrato, avrebbe prelevato dalla camera da letto i gioielli già preparati e avrebbe fatto togliere alla vittima anche quelli indossati.
Beni restituiti e misure cautelari dopo la direttissima
Il 45enne è stato arrestato per furto in abitazione. Dopo i rispettivi processi per direttissima, celebrati nella mattinata del 9 giugno, nei suoi confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L’uomo risulta avere precedenti specifici per truffa ai danni di anziani, furto, reati contro la persona e in materia di stupefacenti.
Per il 35enne, che ha a carico precedenti per truffe commesse con modalità differenti, è stata invece disposta la misura del divieto di dimora in Lombardia.
Ad entrambe le vittime, in sede di denuncia, sono stati restituiti tutti i beni preziosi e il denaro sottratti. Le indagini proseguono per ricostruire eventuali collegamenti con altri episodi simili e individuare i complici che avrebbero gestito le telefonate. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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