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Lombardia, 96 milioni per l’housing sociale

18/06/2026

Lombardia, 96 milioni per l’housing sociale

Regione Lombardia porta il proprio piano di housing sociale al centro del confronto nazionale sull’emergenza abitativa, con un programma rafforzato da 96 milioni di euro e rivolto in particolare al cosiddetto ceto medio: lavoratori, famiglie, studenti e persone fragili che faticano a trovare una casa sul mercato privato, ma non rientrano nei requisiti dell’edilizia popolare.

Il piano lombardo al convegno di Legacoop

Il modello lombardo è stato presentato a Roma durante il convegno promosso da Legacoop e intitolato “Contributi cooperativi sul Piano Casa”. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale della Lombardia, Paolo Franco, l’assessore dell’Emilia-Romagna Giovanni Paglia, il segretario nazionale del Sunia Stefano Chiappelli e Mariangela Di Giandomenico, componente della Commissione europea Segpp.

Nel suo intervento, Franco ha indicato il piano lombardo come una strategia concreta per affrontare un bisogno abitativo che non riguarda più soltanto le fasce economicamente più fragili. Secondo l’assessore, l’aumento dei costi sul mercato libero sta mettendo in difficoltà anche famiglie e lavoratori con redditi intermedi, per i quali servono strumenti nuovi e una collaborazione più stretta tra pubblico, privato, cooperative e Terzo settore.

Alloggi a canone sostenibile e recupero del patrimonio

Il piano regionale punta al recupero di immobili esistenti da destinare all’affitto a canone sostenibile, evitando nuovo consumo di suolo e collegando le politiche abitative alla rigenerazione urbana. Il primo bando, avviato nel 2024, aveva messo a disposizione 18,5 milioni di euro per imprese, cooperative e Comuni impegnati nel recupero di alloggi.

La misura è stata poi potenziata con 96 milioni di euro provenienti dalla riprogrammazione dei fondi Fesr e Fsc. Le risorse saranno indirizzate su tre linee di intervento: progetti promossi da imprese, cooperative e Comuni; iniziative realizzate dalle Aler; interventi sviluppati dal Terzo settore. L’obiettivo dichiarato è sostenere nuclei con Isee compreso tra 14.000 e 40.000 euro, una fascia spesso esclusa sia dalle assegnazioni di edilizia residenziale pubblica sia dal mercato privato ordinario.

Cooperative e partenariato pubblico-privato

Franco ha sottolineato il ruolo del mondo cooperativo nella costruzione di un nuovo modello dell’abitare. La cooperazione sociale ed edilizia viene considerata un interlocutore essenziale perché unisce capacità imprenditoriale, attenzione ai bisogni delle persone e radicamento nei territori. La prospettiva indicata dalla Regione è quella di interventi capaci di riqualificare quartieri, rafforzare comunità e contrastare situazioni di isolamento abitativo.

Attraverso l’investimento complessivo, Regione Lombardia stima di incentivare la riqualificazione di circa 2.500 alloggi destinati al ceto medio impoverito, agli studenti e a cittadini in condizioni di fragilità. Il piano viene inoltre collegato a un possibile effetto positivo sull’economia regionale, grazie all’attivazione di cantieri, filiere edilizie, servizi e attività legate alla rigenerazione del patrimonio esistente.

La linea indicata dall’assessore è quella di un’alleanza stabile tra istituzioni, soggetti privati e cooperazione, con l’obiettivo di produrre risposte abitative accessibili e misurabili. Per la Lombardia, il tema casa diventa così una leva di politica sociale, urbanistica ed economica, rivolta a una fascia di popolazione che chiede soluzioni sostenibili senza ricorrere a strumenti emergenziali.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.