Lombardia, caldo record: ricoveri stabili nonostante i soccorsi
03/08/2026
Oltre 5.150 chiamate al 118 nel giorno di maggiore pressione, quasi 33mila cittadini fragili contattati e 2.372 interventi domiciliari attivati. Nonostante le temperature eccezionalmente elevate e il forte aumento delle richieste di soccorso, nel luglio 2026 i ricoveri disposti dai Pronto soccorso lombardi sono rimasti sostanzialmente in linea con quelli dello stesso mese dell’anno precedente. La Regione attribuisce il risultato al rafforzamento della prevenzione e dell’assistenza territoriale previsto dal Piano Caldo.
Nel mese di luglio circa 25.500 ricoveri
I ricoveri registrati attraverso la rete dell’emergenza-urgenza sono stati circa 25.500 nel luglio 2026, contro i 25.600 dello stesso periodo del 2025. La stabilità del dato assume particolare rilievo considerando l’incremento delle chiamate ricevute dal numero unico per il soccorso sanitario durante le giornate più calde.
Il picco è stato raggiunto il 28 giugno, quando le richieste hanno superato quota 5.150. Anche nel mese successivo l’attività è rimasta intensa, con oltre 3.800 chiamate giornaliere il 10, il 12 e il 18 luglio e nuovamente a partire dal 28 luglio. Nell’ultima rilevazione indicata dalla Regione sono state contabilizzate 3.817 richieste.
La pioggia caduta in alcune aree della Lombardia ha concesso soltanto una tregua temporanea. Le temperature sono rimaste elevate e il sistema sanitario regionale ha continuato a controllare l’andamento degli accessi, la disponibilità dei posti letto e i flussi delle ambulanze.
Più ricoveri legati al caldo tra gli over 65
Il quadro generale non esclude alcune criticità specifiche. L’analisi della Regione segnala un aumento dei ricoveri riconducibili agli effetti delle alte temperature tra le persone con più di 65 anni. In diversi casi le degenze hanno avuto una durata medio-lunga, anche per la difficoltà di dimettere rapidamente pazienti fragili o privi di un’adeguata rete di assistenza domiciliare.
Sono stati osservati, in misura più contenuta, anche accessi pediatrici per sintomi compatibili con l’esposizione prolungata al caldo. L’attenzione resta quindi concentrata su anziani, bambini, persone con patologie croniche e cittadini che vivono soli.
L’estate 2026 è stata caratterizzata da valori elevati già dalla fine di maggio. Dopo una prima ondata di calore, diverse zone della regione hanno registrato per settimane temperature superiori ai 30 gradi. Nella pianura padana sono state raggiunte punte di 36-37 gradi alla fine di giugno e di 37-38 gradi negli ultimi giorni di luglio.
Quasi 33mila persone fragili contattate dalle ASST
Uno degli strumenti principali del Piano Caldo, approvato nel maggio 2026, è il contatto diretto con le persone considerate maggiormente esposte. Dal 13 luglio le Aziende sociosanitarie territoriali hanno telefonato a 32.968 cittadini fragili che non risultavano già assistiti a domicilio.
Dalle verifiche sono scaturiti 2.372 interventi domiciliari e 19 ricoveri. L’attività consente agli operatori di valutare le condizioni della persona, individuare eventuali segnali di peggioramento e attivare l’assistenza prima che la situazione richieda l’intervento del Pronto soccorso.
La rete coinvolge Areu, Ats, Asst, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, medici di medicina generale e amministrazioni comunali. L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha evidenziato che il modello punta ad anticipare i bisogni sanitari e a proteggere le persone vulnerabili prima dell’insorgenza di complicazioni.
Attivi 56 Cold Spot nelle Case della Comunità
Dal 13 luglio sono entrati in funzione anche 56 Cold Spot, collocati prevalentemente nelle Case della Comunità. Si tratta di ambienti climatizzati nei quali i cittadini possono ricevere una prima valutazione clinica e, quando necessario, esami diagnostici di base.
I punti hanno registrato oltre 200 accessi. La loro funzione è offrire una risposta vicina al domicilio per i disturbi meno gravi, evitando il ricorso immediato agli ospedali e alleggerendo la pressione sui servizi di emergenza.
Per tutto luglio la Direzione generale Welfare e Areu hanno controllato la rete due volte al giorno. Le verifiche hanno riguardato gli ingressi nei Pronto soccorso, i tempi necessari per il ricovero, i mezzi di soccorso disponibili e i posti letto. Il Coordinamento regionale per i trasferimenti secondari acuti ha inoltre organizzato 83 spostamenti di pazienti tra ospedali, favorendo l’accesso tempestivo ai reparti disponibili.
Oltre 2.200 ispezioni nei luoghi di lavoro
Il Piano Caldo comprende anche la tutela dei lavoratori esposti alle temperature elevate. Nelle ultime quattro settimane sono state effettuate 2.217 ispezioni per verificare l’applicazione delle misure di prevenzione nei cantieri, negli stabilimenti e negli altri ambienti professionali maggiormente interessati dal rischio termico.
La Regione continuerà a seguire l’evoluzione delle condizioni meteorologiche e degli accessi ai servizi sanitari, adattando l’organizzazione della rete alle necessità rilevate.
Le indicazioni per proteggersi dalle alte temperature
Durante le giornate più calde viene raccomandato di bere acqua con regolarità, evitare l’esposizione diretta al sole tra le 11 e le 18 e trascorrere le ore centrali in ambienti freschi o climatizzati. È preferibile indossare abiti leggeri e chiari, consumare frutta e verdura e limitare le bevande alcoliche.
Persone e animali non devono essere lasciati all’interno di veicoli parcheggiati, neppure per brevi periodi. In caso di capogiri, nausea, crampi o debolezza è necessario raggiungere un luogo fresco e idratarsi. Qualora i disturbi persistano o peggiorino, occorre contattare il medico o i servizi di emergenza.
Articolo Precedente
Monza, nuovi cantieri per rallentare il traffico nel quartiere Libertà
Articolo Successivo
Dengue, disinfestazione in via Mozart dal 4 al 6 agosto
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to